Anzi il calcio continuò ad occupare un aspetto importante della sua vita, a cominciare dal Basaksehirspor, la squadra che personalmente segue e che ha portato ai vertici del calcio turco. Lo yogurt è ricco di proteine, sito magliette calcio calcio e potassio e fornisce una gamma di vitamine e minerali. Intanto, a Brandeburgo la produzione della gamma Blitz evolse e nel mese di agosto del 1940 cominciarono ad essere assemblati i primi camion a trazione integrale, per permettere alle truppe di spostarsi anche attraverso terreni accidentati. Per questo, nel 1943 a Brandeburgo cominciarono ad essere costruiti i primi camion con alimentazione a gas d’aria ottenuto facendo bruciare legna in appositi bruciatori. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, gli occhi del regime nazista furono puntati anche sulla Opel che ormai da alcuni anni aveva inaugurato il nuovo stabilimento di Brandeburgo per la produzione di camion da destinare ad un utilizzo militare (trasporto di truppe, di armi e di materiali necessari alla causa bellica). Il 1950 vide il completamento dei lavori di ricostruzione dello stabilimento di Rüsselsheim: dopo un ciclopico stanziamento complessivo di 364 milioni di marchi, finalmente la fabbrica poté tornare a produrre a pieno regime.
1950) e 22.695 autocarri. Nel 1942 a Brandeburgo cominciarono ad essere costruiti i primi Maultier, cioè autocarri con parte posteriore cingolata. Essi sarebbero tornati al tavolo del consiglio solo a partire dal 1º novembre 1948. Nel frattempo, già il 15 luglio 1946 ripartì la produzione dei primi autocarri Blitz da 1,5 tonnellate. Entro la fine di quello stesso anno, furono 573 le unità prodotte, ma le richieste da parte delle autorità statunitensi proseguirono oltre e alla fine del 1948 divennero ben 7.051 i frigoriferi consegnati all’esercito americano, a cui vanno aggiunti anche alcuni minori quantitativi di frigoriferi destinati al mercato interno. Se alla fine del 1947, furono prodotti 3.219 autocarri, la cifra crebbe fino a 15.055 solo quattro anni dopo, alla fine del 1951. Nel gennaio del 1952 la gamma Blitz fu aggiornata anche esteticamente e resa più attuale con l’arrivo di un nuovo frontale dalla nuova calandra a listelli orizzontali e con i fari incassati nella parte anteriore dei parafanghi. Il nome Olympia da solo continuò tuttavia ad essere utilizzato nelle varianti con allestimento semplificato e nelle furgonette su base Olympia Rekord. Il 1956 vide innanzitutto il raggiungimento del duemilionesimo esemplare costruito dall’inizio della produzione automobilistica, ma anche una produzione giornaliera che ormai ammontava a 745 autovetture, cifra che solo due anni sfondò nettamente il muro delle 1.000 unità giornaliere per raggiungere una quota di ben 1.199 esemplari, un dato destinato comunque a salire ancora negli anni seguenti.
341 unità, dato che toccò quota 396 l’anno seguente, quando per la prima volta dalla fine della guerra si superarono le 100 000 unità annue (105.792, per la precisione). Le motorizzazioni utilizzate furono quelle dell’ammiraglia Kapitän, ossia le unità a 6 cilindri da 2,5 litri, poi aumentate a 2,6 litri in seguito ad ulteriori aggiornamenti. La Olympia venne sottoposta a migliorie tecniche e ad aggiornamenti stilistici. L’anno seguente, la Opel raggiunse una penetrazione del 14,3% nel mercato interno, la Olympia fu il secondo modello più venduto nell’allora Germania Ovest e la Kapitän fu invece la più venduta in Germania fra le vetture a 6 cilindri. Per quanto riguardava la fascia bassa del mercato dei veicoli commerciali, la vecchia Olympia Lieferwagen fu sostituita dal nuovo modello basato stavolta sulla prima generazione della Olympia Rekord, che però in versione per trasporto merci continuò a chiamarsi sempre Olympia Lieferwagen e mantenne immutata la portata massima a 500 kg. Non lo so, però i fatti mi cosano, le cose cosano e i conti contano. Ottima prestazione di tutti i Pellerossa, precisi in attacco quanto in difesa (11 valide e 0 errori) ma una menzione speciale va per forza di cose alla strabiliante prestazione di Freddi, autore in poco più di cento lanci di diciassette strikeouts e zero punti subiti.
Per molti commentatori la squadra di Gasperini è la più europea delle Italiane, ma l’ultima partita con il Villareal ha fatto capire che la distanza dalle altre squadre europeee è ancora tanta. Nonostante l’impegno sul campo degli imolesi, l’assenza di alcuni titolari e alcune sviste dei nostri giocatori hanno permesso al San Lazzaro di vincere per 19 a 18. Con questa partita i Redskins si posizionano al terzo posto nella classifica del proprio girone, ma possono vantare una bella squadra affiatata e molto migliorata dall’inizio del campionato. Nello stesso anno, la Opel raggiunse la massima penetrazione ottenuta durante il dopoguerra nel mercato tedesco occidentale, pari al 18,6%. A metà del decennio vi furono nuovi investimenti della Casa di Rüsselsheim per ottimizzare la qualità dello stampaggio dei lamierati, nonché i processi di assemblaggio. Nonostante i massicci approvvigionamenti di carburante durante gli anni immediatamente precedenti lo scoppio della guerra, ben presto le riserve del Reich dimostrarono di non poter garantire ancora a lungo rifornimenti a valanga. Gli anni ’80 sancirono l’approdo definitivo alla soluziione che tutti conosciamo, abbandonando altre strade (come le strisce verticali). Si interruppe così del tutto la produzione militare presso gli stabilimenti Opel. Ma nel 1944 gli stabilimenti di Brandeburgo e Rüsselsheim furono bombardati riportando danni serissimi.